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Organizziamo un seminario di mezza giornata per un massimo di 20 partecipanti in cui viene trattato il tema della sicurezza in campo Information & Communication Technology per personale non informatico. L’obiettivo del seminario è di fornire conoscenze e competenze di base per riconoscere i rischi legati all’uso degli strumenti informatici in azienda. Prendere coscienza spesso evita i piccoli comportamenti che possono causare un grosso danno colpendo l’integrità dei dati aziendali.

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Questo è un articolo interessante preso dall'edizione del 7/7/2015 di ComputerWeekly.com sul tema "Fine Supporto di Windows 2003". Prescindendo dalle strategie di migrazione proposte è opportuno ri-sottolineare i rischi di sicurezza legati al mantenimento in produzione di server basati Windows 2003; rischi abbondantemente segnalati da US-Cert già da Novembre 2014. Come già evidenziato in Fine supporto per Windows XP questi sistemi vanno urgentemente abbandonati o migrati sia per l'impatto sui rischi per la sicurezza sia per l'incompatibilità con tutte le best-practices IT esistenti (ITIL, Critical Security Controls 6.1, ..) e con alcune normative italiane (vedi DL 196.03).

Tuttavia, anche se il criterio "Entend life through virtualization" è generalmente valido, in questo caso non è applicabile proprio per l'impatto sulla sicurezza del sistema informativo: la virtualizzazione da sola non risolve i problemi di sicurezza. Si potrebbe generalizzare dicendo: la virtualizzazione, svincolando il software dall'hardware sottostante, permette di far sopravvivere il software (nella configurazione esistente)  ai cambi di server fintanto che il software è supportato dal venditore.

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Nell’esperienza quotidiana come consulenti, utilizzatori e fornitori di servizi cloud per il mondo Retail siamo stati coinvolti in lunghe analisi e discussioni sull’opportunità o meno di utilizzare questo genere di tecnologia. Cloud o no? Come spesso accade, la risposta purtroppo è: dipende. Obiezioni, controindicazioni e domande hanno spesso solide basi; tuttavia molte delle obiezioni non hanno alcun fondamento reale e sono spesso spinte da scarsa conoscenza o falsi miti. Nelle grandi organizzazioni non sono da sottovalutare (anche) i contrasti (motivati o tattici) generati dallo spostamento del potere decisionale dalle strutture IT a quelle business che, in qualche modo, è influenzato dall’adozione di soluzioni cloud. Per valutare la necessità o l’opportunità di una migrazione in cloud è comunque necessario una pianificazione a medio termine dei servizi da erogare, della loro modalità di realizzazione (IAAS - Infrastructure As A Service, PAAS - Platform As A Service, SAAS - Software As A Service, vedi definizione) nonché delle modalità di rilascio (Private Cloud, Public Cloud, Hybrid Cloud). In questo contesto la rete è ricca di articoli volti a sfatare alcuni miti (vedi Riferimenti); qui di seguito si possono trovare alcune varianti:

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Introduzione

Spostare la vostra infrastruttura IT verso Amazon Web Services (o qualsiasi altro servizio cloud IAAS) suona come una decisione semplice da prendere. Puoi scalare su e giù le risorse come più necessario e pagare solo per la potenza di calcolo e lo storage usato. Decisone semplice a maggior ragione per quelle aziende che già operano con datacenter in co-location. Una delle prime domande che ci si pone però riguarda le modalità con cui un’azienda può migrare la propria infrastruttura, quale l’approccio, quali i rischi e quali i problemi.

In questo articolo viene descritto il progetto di una azienda cliente che ha recentemente completato l’operazione di migrazione verso Amazon Web Services.

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Dopo l'8 aprile 2014, il supporto e gli aggiornamenti per Windows XP non saranno più disponibili. Dopo l’annuncio di Microsoft, Windows XP continuerà a funzionare ma dovrà essere abbandonato perché:

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