| Oracle DataGuard e AWS (3-Risultati finali) |
| Domenica 23 Maggio 2010 15:32 |
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In questa sezione cercheremo di analizzare i dati raccolti durante l’analisi di fattibilità per comprendere se una installazione basata su Dataguard può essere supportata dall’infrastruttura esistente ed eventualmente intervenire con l’aggiunta di risorse o con la modifica della configurazione esistente.
Si esegue una prima indagine per verificare se la rete è in grado di smaltire il picco massimo di traffico di sincronizzazione negli orari di massimo impegno della rete da parte dell’utenza normale. Nel caso peggiore deve essere smaltibile entro le 24 ore.
Stima dei costiSono necessari circa 335€/mese; considerare un valore di contingency pari ad almeno il 20% aggiuntivo.
Note sulla realizzazioneLa configurazione di un database in standby è relativamente semplice; lo è ancora di più se si fa uso di Oracle Enteprise Manager Grid Control. In rete esistono vari tutorial da usare come supporto alle procedure di configurazione di Dataguard. Ne segnaliamo tre: Per la configurazione di Dataguard su Amazon EC2: http://www.oracle.com/technetwork/database/features/availability/dr-cloud-bestpractices-173309.pdf Per la configurazione di Dataguard via Enteprise Manager: http://gjilevski.wordpress.com/2010/07/24/managing-data-guard-11g-r2-with-oem-11g/ Per la configurazione di Dataguard via Command Line: http://st-curriculum.oracle.com/obe/db/11g/r2/prod/ha/dataguard/physstby/physstdby.htm In funzione della disponibilità di banda verso il server di standy può essere necessario o meno ricorrere a procedure manuali per la duplicazione iniziale della banca dati. I tutorial succitati creano la banca dati di standby mediante il comando DUPLICATE FROM ACTIVE che prevede una copia online dei file di dati; questo approccio non sempre è conveniente in presenza di connessioni a relativamente bassa velocità. Soprattutto nei casi in cui il backupset abbia una dimensione nettamente inferiore a quella del database, per ridurre drasticamente i tempi di clonazione, è utile seguire le indicazioni dell’articolo di Metalink “Creating Physical Standby using RMAN Duplicate Without Shutting down The Primary” ID 789370.1 avendo l’accortezza di abilitare l’opzione di compressione in RMAN. La procedura prevista nell’articolo sostituisce la copia diretta via DUPLICATE FROM ACTIVE DATABASE con un backup compresso della banca dati sul sito primario, la copia dei file dal sito primario a quello secondario e la duplicazione via comando DUPLICATE sul server di standby. La stessa procedura torna utile nel caso in cui la clonazione iniziale via rete non sia fattibile per le elevate dimensioni della banca dati; in questo caso lo spostamento verso il sito secondario dei backup può essere fatto via supporti esterni (es dischi USB) sfruttando il servizio Amazon AWS Import/Export. Per comprimere tutti i backup verso disco (la scelta dell’algoritmo di compressione è disponibile solo dalla versione 11.2: RMAN> CONFIGURE DEVICE TYPE DISK BACKUP TYPE TO COMPRESSED BACKUPSET; RMAN> CONFIGURE COMPRESSION ALGORITHM 'HIGH'; Per comprimere un particolare backupset: RMAN> BACKUP AS COMPRESSED BACKUPSET DATABASE PLUS ARCHIVELOG; |
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